Cambiamenti e novità in caso di licenziamento a seguito di dimissioni volontarie. Come sempre al fianco dei cittadini, Udicon, informa i consumatori sulle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 che ha modificato i requisiti per accedere alla cosiddetta Naspi. Obiettivo, è quello di evitare i “furbetti” e di fatto limitare la possibilità di abuso relativo all’indennità di disoccupazione. Ma cos’è la Naspi? Tecnicamente è …la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, ovvero un’indennità mensile di disoccupazione che spetta alla persona che ha perduto, involontariamente, il proprio lavoro. Una misura istituita dal D.Lgs. n. 22 del 2015, meglio conosciuto come Jobs Act che prevede, naturalmente, che per accedervi, vi siano delle condizioni e dei requisiti.
In primis è necessario lo stato di disoccupazione involontaria. Per poterne fare richiesta dunque bisogna di fatto essere senza impiego e averlo perso per cause non dipendenti dalla propria volontà. E’ necessario poi anche un requisito contributivo. Ovvero, aver accumulato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti al periodo di disoccupazione.
Cosa accade se vi sono dimissioni o risoluzione consensuale? Accade che il soggetto disoccupato non ha diritto alla misura.
Rispetto al passato, dall’inizio di quest’anno sono state introdotte delle novità che riguardano in particolare i casi di dimissioni volontarie e il calcolo dei contributi.
La nuova disciplina riguarda in particolare coloro che, dopo aver presentato dimissioni volontarie da un impiego, sono stati assunti in altra attività, nel corso dell’anno successivo. E infine sono stati licenziati anche da questo impiego.
Dal primo gennaio, il lavoratore licenziato non ha diritto alla disoccupazione se non ha 13 settimane (o 3 mesi) di contribuzione nel nuovo lavoro.
In termini molto pratici, secondo le ultime novità, il lavoratore che cambia lavoro volontariamente, se poi viene licenziato dal successivo impiego riceverà la disoccupazione se può garantire di aver lavorato almeno 3 mesi.
La normativa attuale è stata pensata intanto per prevenire abusi.
In passato sono stati riscontrati numerosi comportamenti poco consoni. Il meccanismo classico era quello del dipendente che, prima si dimetteva e poi per percepire la disoccupazione, si rivolgeva a imprenditori compiacenti che “fingevano” un’assunzione e un successivo, rapido, licenziamento. Una pratica purtroppo piuttosto frequente.
Gli uffici Udicon, in tutta la Regione Campania, sono a disposizione di chiunque voglia avere ulteriori informazioni sulle novità introdotte dal legislatore in tale materia.

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